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Bambino
o bambina è ogni essere umano fino a 18 anni.
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Gli
Stati devono rispettare, nel loro territorio, i diritti di tutti i
bambini: handicappati, ricchi e poveri, maschi e femmine, di diverse
razze, di religione diversa, ecc.
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Tutti
coloro che comandano devono proteggere il bambino e assicurargli le
cure necessarie per il suo benessere.
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Ogni
Stato deve attuare questa convenzione con il massimo impegno per
mezzo di leggi, finanziamenti e altri interventi. In caso di
necessità gli Stati più poveri dovranno essere aiutati da quelli
più ricchi.
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Gli
Stati devono rispettare chi si occupa del bambino.
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Il
bambino ha diritto alla vita. Gli Stati devono aiutarlo a crescere.
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Quando
nasce un bambino ha diritto ad avere un nome, ed essere registrato
ed avere l’affetto dei genitori.
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Il
bambino ha diritto al proprio nome, alla propria nazionalità e a
rimanere sempre in relazione con la sua famiglia.
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Il
bambino non può essere separato, contro la sua volontà, dai
genitori. La legge può decidere diversamente quando il bambino
viene maltrattato. Il bambino separato dai genitori deve mantenere i
contatti con essi. Quando la separazione avviene per azione di uno
Stato (carcerazione dei genitori, deportazione, ecc.) il bambino
deve essere informato del luogo dove si trovano i suoi genitori.
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Il
bambino ha diritto ad andare in qualsiasi Stato per unirsi ai
genitori. Se i genitori abitano in Stati diversi, il bambino ha
diritto di mantenersi in contatto con loro.
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Il
bambino non può essere portato in un altro Stato illecitamente.
Tutti gli Stati si devono mettere d’accordo per garantire questo
diritto.
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Il
bambino deve poter esprimere la propria opinione su tutte le cose
che lo riguardano. Quando si prendono decisioni che lo interessano,
prima deve essere ascoltato.
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Il
bambino ha diritto di esprimersi liberamente con la parola, con lo
scritto, il disegno, la stampa, ecc.
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Gli
Stati devono rispettare il diritto del bambino alla libertà di
pensiero, di coscienza e di religione.
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Il
bambino ha diritto alla libertà di associazione e di riunione
pacifica.
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Il
bambino deve essere rispettato nella sua vita privata. Nessuno può
entrare a casa sua, leggere la sua corrispondenza o parlare male di
lui.
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Il
bambino ha diritto a conoscere tutte le informazioni utili al suo
benessere. Gli
Stati devono: far fare libri, film ed altro materiale utile per il bambino;
scambiare con altri Stati tutti i materiali interessanti adatti per
i bambini; proteggere i bambini dai libri o da altro materiale dannoso per
loro.
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I
genitori (o i tutori legali) devono curare l’educazione e lo
sviluppo del bambino. Lo Stato li deve aiutare rendendo più facile
il loro compito.
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Gli
Stati devono proteggere il bambino da ogni forma di violenza.
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Lo
Stato deve assistere il bambino che non può stare con la sua
famiglia affidandolo a qualcuno. Chi si occupa del bambino deve
rispettare le sue abitudini.
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Gli
Stati devono permettere l’adozione nell’interesse del bambino.
L’adozione deve essere autorizzata dalle autorità con il consenso
dei parenti del bambino. Se l’adozione non può avvenire nello
Stato del bambino, si può fare in un altro Stato. L’adozione non
deve mai essere fatta per soldi.
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Gli
Stati devono cercare di unire alla sua famiglia il bambino separato
e, se non ha famiglia, lo Stato lo deve proteggere come qualsiasi
altro bambino.
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Il
bambino svantaggiato fisicamente e mentalmente deve vivere una vita
completa e soddisfacente. Gli Stati devono scambiarsi tutte le
informazioni utili per migliorare la vita dei bambini disabili e
devono garantire l’assistenza gratuita se i genitori o i tutori
sono poveri. Inoltre bisogna fornire al bambino occasioni di
divertimento.
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Il
bambino deve poter vivere in salute anche con l’aiuto della
medicina.
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Gli
Stati devono garantire questo diritto con diverse iniziative: fare in modo che muoiano meno bambini nel primo anno di vita;
garantire a tutti i bambini l’assistenza medica; combattere le malattie e la malnutrizione fornendo cibi nutritivi ed
acqua potabile; assistere le madri prima e dopo il parto; informare tutti i cittadini sull’importanza dell’allattamento al
seno e sull’igiene; aiutare i genitori a prevenire le malattie e a limitare le nascite.
Il bambino che è stato curato deve essere controllato
periodicamente.
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Ogni
bambino deve essere assistito in caso di necessità, di malattia o
necessità economica, tenendo conto delle possibilità dei genitori
o dei tutori.
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Ogni
bambino ha diritto a vivere bene. Gli Stati devono aiutare la
famiglia a nutrirlo, a vestirlo, ad avere una casa, anche quando il
padre si trova in un altro Stato.
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Il
bambino ha diritto all’istruzione. Per garantire questo diritto
gli Stati devono: fare le scuole elementari obbligatorie per tutti; fare in modo che tutti possano frequentare le scuole medie;
aiutare chi ha la capacità a frequentare le scuole superiori;
informare i bambini sulle varie scuole che esistono.
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Gli
Stati devono controllare, anche, che nella scuola siano rispettati i
diritti dei bambini.
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L’educazione
del bambino deve: sviluppare tutte le sue capacità; rispettare i diritti umani e le libertà;
rispettare i genitori, la lingua e la cultura del Paese in cui egli
vive; preparare il bambino ad andare d’accordo con tutti; rispettare l’ambiente naturale.
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Il
bambino che ha una lingua o una religione diversa, ha il diritto di
unirsi con altri del suo gruppo per partecipare ai riti e a parlare
la propria lingua.
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Il
bambino ha il diritto di giocare, di riposarsi e di svagarsi. Gli
Stati devono garantire a tutti questo
diritto.
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Il
bambino non deve essere costretto a fare dei lavori pesanti o
rischiosi per la sua salute. Gli Stati devono approvare delle leggi
che stabiliscono a quale età si può lavorare, con quali orari ed
in quali condizioni. Devono punire chi non le rispetta.
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Gli
Stati devono proteggere il bambino contro le droghe ed evitare che
sia impiegato nel commercio della droga.
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Gli
Stati devono proteggere il bambino dallo sfruttamento sessuale.
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Gli
Stati devono mettersi d’accordo per evitare il rapimento, la
vendetta o il traffico di bambini.
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Gli
Stati devono proteggere il bambino da ogni forma di sfruttamento.
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Nessun
bambino deve essere sottoposto a tortura o punizioni crudeli. Se un
bambino deve andare in prigione, deve essere per un motivo molto
grave e per un breve periodo. In carcere deve essere rispettato,
deve mantenere i contatti con la famiglia e deve essere tenuto
separato da carcerati adulti.
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In
caso di guerra i bambini non devono essere chiamati a partecipare se
non hanno almeno 15 anni.
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Se
il bambino è vittima della guerra, tortura o sfruttamento deve
essere aiutato a recuperare la sua salute.
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Il
bambino che non osserva la legge deve essere trattato in modo da
rispettare la sua dignità. Gli Stati devono garantire: che nessun bambino sia punito per cose non punite dalla legge dello
Stato; che il bambino accusato sia assistito da un avvocato e sia ritenuto
innocente finché non è condannato; che la sua causa sia definita velocemente;
che, se giudicato colpevole, abbia il diritto alla revisione della
sentenza; che se parla un’altra lingua abbia l’assistenza di un
interprete.
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Gli
articoli di questa Convenzione non devono essere sostituiti alla
legge dello Stato se questa è più
favorevole al bambino.
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Gli
Stati devono far riconoscere i diritti dei bambini sia ai bambini
stessi sia agli adulti.
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Gli
Stati devono scegliere dei rappresentanti che si riuniscano
periodicamente e controllino se i diritti dei bambini vengono
rispettati.
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Entro
due anni dalla approvazione di questa Convenzione, gli Stati devono
informare il Segretario Generale dell’ONU, comunicando come
l’hanno messa in pratica.
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Le
Nazioni Unite possono incaricare l’UNICEF di controllare come i
diritti dei bambini vengono rispettati in tutti gli Stati del mondo.
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Questa
Convenzione può essere firmata da tutti gli Stati del mondo.
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La
Convenzione deve essere approvata dall’Assemblea Generale
dell’ONU.
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La
Convenzione può essere firmata, anche dopo l’approvazione, da
qualsiasi altro Stato.
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La
Convenzione entra in vigore dopo 30 giorni che è stata approvata
dall’ONU:
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Ogni
Stato può proporre cambiamenti al testo della Convenzione inviando
le proposte di modifica al Segretario Generale dell’ONU.
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Il
Segretario Generale farà conoscere a tutti gli Stati le
osservazioni e le proposte di modifica fatte da ogni Stato.
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Uno
Stato può ritirare l’adesione alla Convenzione.
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La
Convenzione è depositata presso il Segretario Generale dell’ONU.
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La
Convenzione depositata è scritta in arabo, cinese, inglese,
francese, russo e spagnolo.