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Perchè
mangiare cavoli prima di nascere
La
spina bifida si può prevenire
(Alessandro
Volta)
Durante
il primo mese di gravidanza può succedere che la colonna
vertebrale e il midollo spinale non si sviluppino
regolarmente, provocando una malformazione chiamata Spina
Bifida. Questa malattia (che colpisce 1 neonato su 1500),
comporta problemi importanti nella funzionalità degli arti
inferiori (e quindi nel camminare), difficoltà nel controllo
degli sfinteri (e quindi complicanze urinarie), deficit
neurologici e talvolta intellettivi.
Anche
se questo tipo di malformazione è causata da diversi fattori,
numerosi studi scientifici eseguiti in varie parti del mondo e
su ampie popolazioni hanno dimostrato la possibilità di
prevenzione attraverso l’assunzione di acido folico (detta
anche vitamina Bc o B9).
Purtroppo
l’assunzione di questa vitamina dopo il secondo mese
di gravidanza non permette di ottenere un effetto preventivo;
è necessario invece introdurla fin dai primi giorni di
gravidanza e possibilmente (qualora la gravidanza sia cercata
o programmata) anche un mese prima del concepimento.
Questa
vitamina, oltre a ridurre del 60% il rischio di spina bifida,
è in grado di abbassare il rischio (almeno del 20%) anche di
altre importanti malformazioni, come l’anencefalia, la
labiopalatoschisi, alcune malformazioni del cuore, dei reni,
degli arti e dell’apparato gastrointestinale.
L’acido
folico è una vitamina del gruppo B e può essere assunta come
farmaco oppure attraverso gli alimenti. I cibi più ricchi di
questa preziosa sostanza sono i cavoli, gli spinaci, gli
asparagi, i legumi, le patate, i cereali integrali, gli
agrumi, le banane, le fragole, la frutta secca, il lievito di
birra, il fegato (bisogna però ricordare che questa vitamina
viene in buona parte distrutta dai processi di cottura e
di conservazione dei cibi).
Poiché
durante la gravidanza il fabbisogno di acido folico aumenta
sensibilmente, oltre ad introdurlo attraverso gli
alimenti ne viene consigliata l’introduzione anche sotto
forma di integratore alimentare; il dosaggio consigliato è
0.4 mg al giorno, senza rischiare alcun effetto collaterale.
In
molti paesi europei da qualche anno si stanno attuando
campagne di informazione e sensibilizzazione, mentre in Italia
si sono attivate soltanto alcune regioni (Friuli, Piemonte,
Basilicata). Nel mese di ottobre di quest’anno è partita
una campagna informativa nazionale per diffondere attraverso
posters e pieghevoli informazioni alla popolazione.
Ricordiamoci
poi che l’acido folico è comunque utile per tutti noi,
perché riduce il rischio di malattie cardiovascolari; per il
futuro si sta valutando di ‘fortificare’ con acido folico
alcuni cibi di comune consumo come il pane e la pasta.
Per avere ulteriori notizie è possibile collegarsi al sito www.faisbi.it.
E’ possibile anche chiedere notizie al proprio medico o agli
operatori dei consultori e dei servizi territoriali.
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