
L’
Assogiocattoli assieme al Ministero delle Attività Produttive ha
stampato un pieghevole per genitori con bambini piccoli nel quale si
spiega che carrozzine, passeggini, lettini, seggioloni, fasciatoi e
box una volta usati non offrono più “sicurezza, confort e
igiene”.
Il
pieghevole conclude “Non sempre l’usato offre le garanzie di cui
tuo figlio ha bisogno. Scegliere un prodotto nuovo significa
eliminare ogni dubbio. Pensaci”
Io
ci ho pensato e ho concluso che forse questo approccio al problema
è un po’ terroristico per genitori sensibili e apprensivi che
cercano di fare il meglio per il loro bambino.
Ho
inoltre pensato che questo approccio è molto poco economico per le
famiglie e invece molto produttivo per i venditori di attrezzature
per l’infanzia.
Ho
anche pensato che questi materiali vengono utilizzati per pochi mesi
usurandosi molto poco; generalmente occorrono molti figli o molti
cugini per arrivare a consumarli fino a danneggiarli.
Ho
poi pensato che se alcune parti dei passeggini e dei seggioloni sono
soggetti ad usura (ad esempio le ruote o i freni) basterebbe
sostituire queste parti con pezzi di ricambio senza dover ricomprare
l’oggetto integralmente.
Ho
pensato che se ogni volta che nasce un bambino fosse veramente
necessario comprare sempre attrezzatura nuova, il Governo, anziché
sostenere l’Assogiocattoli, dovrebbe togliere l’IVA da questi
prodotti oppure fornire alle famiglie incentivi per la sostituzione
dei passeggini usati, come fa per le auto e i frigoriferi che
inquinano. Probabilmente la carrozzina o il seggiolino per l’auto
dovrebbero avere la priorità rispetto al decoder per il digitale
terrestre.
Secondo
il pieghevole la sicurezza per questi prodotti viene minata anche
per la probabile perdita, dopo qualche anno, del libretto di
istruzioni. Ma ho pensato che forse per aprire un seggiolone o un
passeggino le istruzioni non sono da considerare importanti come
quelle di un elettrodomestico o di una stufa a gas.
La
sicurezza sarebbe compromessa anche da “eventuali danni, magari
non visibili, che hanno compromesso la sicurezza e l’affidabilità
delle componenti strutturali e/o meccaniche”. Ho pensato che forse
il fasciatoio non è un aeroplano e ho pensato che questi misteriosi
danni invisibili non si realizzano quando il fasciatoio è in solaio
chiuso nel suo telo di plastica, bensì durante l’uso, e quindi
anche con il primo figlio; se questi oggetti sono cosi poco sicuri
forse non dovrebbero neppure produrli o almeno non dovrebbero essere
così costosi.
Nel
capitoletto dal titolo ‘confort’ è scritto che “negli
articoli destinati alla prima infanzia confort non significa
semplicemente comodità, ma anche salute, benessere, garanzia di uno
sviluppo corretto: caratteristiche che solo un prodotto nuovo offre
con certezza”. A questo punto della lettura mi stavo un po’
arrabbiando, ma ho mantenuto la calma e ho potuto continuare a
pensare. Ho pensato che le scarpe nuove fanno più male di quelle
vecchie e che niente è più comodo di un vecchio paio di jeans. Ho
pensato che forse per un bambino di cinque mesi il suo benessere, la
sua salute e il suo corretto sviluppo, non dipendono da cosa
comprano i suoi genitori, né da cosa l’industria è capace di
produrre.
L’ultimo
punto riguarda l’igiene. L’usato sarebbe sporco, pieno di
polveri e di muffe. Ho pensato che forse dipende da come viene
conservato e da come viene lavato prima dell’uso. Siccome sono un
pediatra mi è venuto in mente che anche nei casi di infestazioni da
pidocchi o da scabbia è sufficiente tenere gli oggetti chiusi per
dieci giorni in un sacco di plastica per uccidere completamente
anche i parassiti più antipatici.
Ho
anche pensato che, pur disponendo di molto denaro, forse non è
molto etico gettare i passeggini dopo averli usati soltanto per
pochi mesi e ricomprare tutto nuovo. Ho pensato che soltanto nel
caso dei seggiolini per auto e per bici può essere opportuno
procurarsi materiale recente costruito seguendo le attuali normative
di sicurezza.
Dopo
l’uso con i miei tre figli ho regalato tutto alla casa di
accoglienza per madri in difficoltà con la certezza che altri
bambini si sarebbero divertiti a saltare sul passeggino dei miei
figli o a sputare mela grattugiata sul seggiolone (che avevo già
provveduto a riverniciare tra il secondo e il terzo figlio).
Ho
infine pensato che forse il pieghevole dell’Assogiocattoli e del
Ministero delle Attività Produttive avrebbe fatto meglio a non
invitare a pensare…