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Perchè
il contatto pelle-pelle ?
(Alessandro
Volta)

Qualcuno
potrebbe, giustamente, domandarsi da dove nasce questa moda del
contatto pelle-pelle tra il neonato e la mamma. Perché non è
sufficiente che la mamma prenda in braccio il suo bambino
lavato, pulito e vestito ? La risposta è da cercare nella magia e
nel mistero dei primi minuti di vita. Subito dopo la nascita il
bambino inizia a sedurre la mamma e la mamma inizia ad innamorarsi
del suo bambino, non il bambino immaginato durante la gravidanza, ma
quello reale che vede per la prima volta, che annusa e che tocca per
la prima volta.
Prendere
in braccio un bambino pulito, profumato e vestito è un po’ come
prendere in braccio un bambolotto o un bambino qualunque. Il neonato
non ancora lavato, nel contatto pelle-pelle con la mamma, innesca
una relazione potente e intima che permette ad entrambi di sentire
l’odore e il calore l’uno dell’altro.
La
madre, senza esserne consapevole, deve elaborare il lutto di
trovarsi improvvisamente con la pancia vuota, il neonato deve
ritrovare l’utero che l’ha nutrito e protetto fino a quel
momento.
Durante
i mesi della gravidanza la donna, sentendo i movimenti del bambino, lo
percepisce come una parte di sé; dopo il parto deve cominciare ad
accettarlo come una persona separata da lei.
E’
probabile che la percezione che la madre ha del suo bambino nei
primi minuti di vita possa condizionare il loro rapporto per gli
anni successivi o addirittura per tutta la vita; effettivamente
molte donne già anziane ricordano e raccontano il loro parto come
se fosse avvenuto da poche ore. La nascita è qualcosa che forse
accade troppo velocemente, occorre pertanto nei minuti successivi
tentare di riappropriarsi del tempo e il contatto pelle-pelle recupera
un ritmo più giusto; dopo la tempesta un po’ di calma, così
mamma e neonato possono cominciare a ragionare…
Cercando
di vedere il parto con gli occhi del neonato è intuitivo che dopo
l’avvio della respirazione autonoma egli cerchi di ritornare allo
stato rassicurante precedente la nascita, ricerca cioè quello che è stato
definito “l’abbraccio pulsante” dell’utero; il
contatto pelle-pelle è un mezzo privilegiato che gli permette di
ritrovare quell’abbraccio perso improvvisamente.
Dopo
la nascita il neonato è sconvolto dal freddo, dalla luce e dai
rumori, ma in particolare dal vuoto; avendo vissuto in acqua fino a
quel momento sperimenta per la prima volta la forza di gravità ed
è terrorizzato dalla sensazione di precipitare; la pancia calda
della mamma è il suo nido naturale, è lo spazio che lui stesso ha
lasciato libero e che ora può a buon diritto rioccupare.
E’
stato dimostrato che se nella prima ora dopo il parto il neonato
viene tenuto a contatto pelle-pelle con la sua mamma la conoscenza
di entrambi sarà facilitata, la mamma sarà tanto gratificata da
sentire meno la stanchezza e il dolore, il neonato sarà tanto
tranquillo da aprire gli occhi e cercare il seno. Tutto quello che
avverrà nei giorni e nelle settimane successive potrà essere un po’ più
semplice e naturale, un passaggio tra l’utero e il mondo meno
violento e complicato.
Ad
eccezione del neonato e della sua mamma nessun altro adulto è in grado di partecipare fisicamente
ed emotivamente alla relazione che si crea col contatto pelle-pelle,
e chi ha il compito di fornire assistenza durante il parto dovrebbe
fare attenzione a non ostacolare questa relazione. L’ inizio del dialogo tra
il neonato e la mamma dovrebbe avvenire come se in quel momento al mondo ci
fossero soltanto loro, o come se in quel momento loro fossero il
mondo.
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