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Informazioni
sulla prevenzione degli
incidenti domestici in
età pediatrica
(Alessandro Volta)
Ogni
bambino nei primi anni di vita è particolarmente curioso e sufficientemente
incosciente per procurarsi situazioni di pericolo; a volte certe
situazioni sono provocate o amplificate dal desiderio di richiamare
l’attenzione degli adulti.
Schematizzando
si potrebbe dire che nel primo anno di vita del bambino il genitore
deve cercare di prevenire completamente la situazione di pericolo,
mentre nei 2-3 anni successivi è più utile cercare di limitare il
pericolo lasciando al bambino la possibilità di fare esperienza.
Quando
il bambino è più consapevole è necessario educarlo al pericolo
senza utilizzare i divieti (che spesso il bambino non capisce) e senza cercare
di annullare completamente i rischi (cosa del resto impossibile).
In
rapporto all’età il bambino deve essere aiutato a capire e a
conoscere sempre più la realtà che lo circonda; questo processo
educativo avviene, per tutta la prima e la seconda infanzia,
attraverso la sperimentazione diretta (il fare e il toccare).
E’
evidente che per i genitori è molto difficile creare intorno al bambino
un ambiente protetto all’interno del quale abbia però la
possibilità di fare esperienze e conoscenze.
Un
altro limite in questo processo educativo riguarda la crescente capacità
di performance del bambino in crescita; quello che il
bambino non sapeva fare ieri lo può fare oggi con perizia.
E’
probabilmente inutile ricordare che il momento di maggior pericolo nei primi anni
di vita si verifica quando il bambino impara a camminare; in
questa fase di sviluppo le sue possibilità operative (e la velocità
di esecuzione) sono molto superiori alle sue capacità mentali di
avvertire il pericolo (e a questa età la paura è
praticamente inesistente).
Quando
il bambino ha l’età per guardare la televisione spesso riceve dai
cartoni animati delle false informazioni e rischia di convincersi
che tutto è possibile e nulla è pericoloso; non possiede infatti
la capacità critica di capire ciò che è finzione e pertanto corre
il rischio di emulare ciò che ha visto fare sul video dal suo eroe
preferito.
Le
principali situazioni di pericolo si verificano durante i traslochi,
le feste, le vacanze, quando cioè gli adulti sono impegnati e
distratti e l’ambiente in cui il bambino si trova risulta
modificato.
Un’altra
situazione a rischio si realizza quando ci si reca in visita da
parenti o amici che non hanno figli piccoli oppure nelle situazioni
in cui giocano insieme bambini di età differente (spesso
anche i giochi dei fratelli più grandi possono diventare
pericolosi).
Tra
i principali incidenti domestici occorre molta attenzione al rischio
di ingestione di farmaci, detersivi e veleni; questi prodotti devono
essere tenuti possibilmente sotto chiave e comunque almeno collocati
in alto (cioè non raggiungibili dal bambino neppure salendo sopra
una sedia).
I
giocattoli devono avere dimensioni tali da non essere ingeribili o
inalabili; attenzione deve essere posta anche per i semi degli
alimenti.
Per
quanto riguarda il rischio di soffocamento occorre
attenzione per i sacchetti di plastica, i palloncini di gomma sgonfi
o rotti, le corde e le cinture.
Le
cadute veramente pericolose sono quelle dalle scale (occorrono i
cancelletti) e dalle finestre (per un bambino con fantasia non è
difficile scoprire che salendo su una sedia appoggiata al davanzale
è possibile vedere il panorama ...). Sotto divani e fasciatoi
è utile porre tappetini che in caso di caduta attutiscono il
trauma. Per evitare di scivolare sui tappeti è sufficiente
inserirvi sotto apposite gomme antiscivolo.
Le
ferite importanti sono generalmente provocate (oltre che dalle armi
da fuoco) dai coltelli e dai vetri rotti di finestre, porte, ecc. (i vetri
possono essere rivestiti da fogli di plastica adesiva
trasparente che ne impediscono la frantumazione).
L’annegamento,
oltre che in piscine non protette, può avvenire anche nella vasca o
in ampie tinozze; nessun bambino piccolo dovrebbe giocare
nell’acqua senza un adulto vicino.
Le
ustioni sono quasi sempre causate da liquidi caldi; è
sufficiente abituarsi a non avere il bambino quando si cucina
e porre sempre le pentole nei fuochi più interni del piano di
cottura.
Per
i rischi elettrici sono inutili i copripresa ; è più utile usare
prese di sicurezza (quelle con la membrana all’interno) ed
installare efficienti salvavita.
L’elenco
sopra riportato potrebbe provocare in qualcuno angoscia e panico; in
realtà è stato fatto con la convinzione che solo la conoscenza dei
problemi permette di intervenire (nel nostro caso di prevenire)
evitando di subire gli eventi o di imparare tutto sulla propria
pelle.
E’
utile ricordare che un incidente importante è sempre l'effetto di
più cause e pertanto generalmente è sufficiente intervenire in
almeno uno dei fattori che concorrono all’evento per evitare che
questo si realizzi (non è realistico fidarsi della fortuna o della
perizia dell’angelo custode).
Mi preme
anche segnalare che per esperienza professionale e
personale i nostri bambini nel primo anno sembrano fatti di gomma e
i danni che riescono a procurarsi sono sempre inferiori sia ai rischi
che sono stati capaci di inventarsi sia al piacere derivato
dall’averci provato.
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